Non è solo una crisi della domanda. (parte 1)


Nel contesto della crisi, soprattutto in Italia, la domanda di beni e servizi non dà alcun segnale di vita. Non ci sono stimoli che tengano e anche riguardando al recente passato, al netto di politiche di incentivazione di tipo governativo e fuori dalla prospettiva dell’indebitamento, appare chiaro che da tempo la propensione a comprare (soprattutto beni durevoli e semi-durevoli) si è molto indebolita. Del fenomeno sono state date ampie spiegazioni essenzialmente riconducibili a due filoni: il contesto macroeconomico della crisi con le sue implicazioni finanziarie ma anche un generale e molto pesante clima di sfiducia e di pessimismo verso il futuro. (see english below, please)

Se l’economia è aspettativa e promessa di bene, la convergenza di elementi negativi riscontrabili ‘oggettivamente’ nel presente con la soggettiva percezione negativa del futuro (nel senso che nulla che si vede nel presente autorizza un cambio positivo di prospettiva) sembra chiudere qualsiasi ragionamento.

andy warhol tomato soup

Tutto torna. Se però proviamo a cambiare prospettiva e guardiamo il mercato dalla parte di ciò che viene offerto, forse scaturisce un punto di vista diverso:

– I beni durevoli (auto, arredamento, etc.) sono sempre gli stessi, spesso non rispondono alla evoluzione di bisogni ed interessi, costano troppo, durano poco e possiedono scarsi contenuti innovativi e stimolanti.

– Le nostre case sono costosissime al punto da farci sperare di rappresentare, accanto alla loro funzione d’uso, almeno una merce di scambio speculativo. Ma questo valore è  destinato – nel persistere della fase di crisi finanziaria – a registrare decrementi  fortissimi. Nel contempo, da un punto funzionale, la stragrande maggioranza del parco immobiliare in generale non riflette i criteri di comfort ecologico ormai consolidati nelle aspettative di molti di noi: la stragrande maggioranza delle case, soprattutto nei centri urbani, viene offerta in vendita senza nemmeno un posto garantito per parcheggiare la propria auto.

– Tutte le forme di energia costano moltissimo; chi le fornisce non offre ancora alcun servizio o soluzione concreta dedicata al loro risparmio, limitandosi a svolgere una funzione di ‘trader’, di intermediario. Le pubbliche utilities sono lontane dal contatto coi  clienti e completamente assorbite nel loro Risiko societario infinito.

– L’elettronica di consumo è diventata una pura commodity offerta ancora a prezzi esorbitanti, con una modalità distributiva ormai obsoleta. La telefonia, cavallo di battaglia del recente passato, ha anch’essa esaurito buona parte della sua spinta e le politiche tariffarie dei diversi operatori servono solo a soffiarsi clienti a vicenda.

… CONTINUA prossimamente …

immagine: il quadro ritrae una persona di fronte ad una fila inutilizzabile di icone di una nota zuppa in scatola. Warhol e gli altri artisti pop – pur con fare apparentemente lieve e scherzoso – avevano ben compreso con decenni di anticipo quanto enigmatico fosse il nostro rapporto con le cose e la loro inutile abbondanza.

for ENGLISH-SPEAKING FRIENDS

Due also to the crisis, expecially in Italy, demand of goods and services is very feeble. But also looking at recent past, apart from the artificial effects of government stimula or the ‘debit chance’, inclination to buy and consume is getting ever weeker. Economy being in general ‘a promise of good to come’ the objective economical situation adds up on the subjective lack of confidence in the future.

Fine. But if we change our perspective and watch markets from the stand-point of what is offered maybe we can come to partly different conclusions.

– Cars, furniture and other durable goods are basically the same in years, only partly responding to the urge of change and innovation within us and in the environment. 

– Housing is very expensive and the expectation of a gain in selling is endangered by the market dynamics that show the effect of an over-rating that lasted for too many decades. Houses are for the most very old in concept (expecially in urban areas) and not responding to energy-saving and eco-comfort criteria. 

– Energy and gas are very expensive: one of the few commodities that has grown dramatically in price in the past thirty years.  

– Most innovative products such as electronics rapidly become commodities in our minds although they are still sold by producers in traditional fashions at high prices. 

… CONTINUES soon …

Image: picture shows a person in front of the useless icon of a Campbell Soup row of cans. Warhol and other pop artists with their light humour showed clearly decades in advance how enigmatic is our relationship with goods and their useless abundance.

Advertisements

About naimation

founder of Naima S.r.l. active in contact management
This entry was posted in consumi, crisi, marketing and tagged , , . Bookmark the permalink.

6 Responses to Non è solo una crisi della domanda. (parte 1)

  1. jetgarp says:

    Esaustiva e condivisibile analisi di scenario. Curioso di leggere gli sviluppi.

  2. Laura says:

    benvenuto naimation, interessante il punto di vista che proponi. credo che la scarsa capacità dell’offerta di rinnovarsi ed elevarsi sia aggravata anche dalle quantità prodotte che superano di gran lunga la domanda… qual è il rapporto case edificate rispetto alla popolazione adulta, ad esempio? oppure il rapporto tra auto prodotte e il numero di patentati in italia? credo che se le aziende facessero qualche calcolo preventivo di questo tipo sarebbe salutare.

  3. Gavino says:

    In Europa viaggiano attualmente 590 auto ogni mille abitanti,ma il problema non è il marketing. Il problema è la sostenibilità di un modello economico che autoafferma di essere insostenibile. Negando cosi ogni “aspettativa e promessa di bene”.

  4. Chauncey says:

    Di cosa parliamo quando parliamo di crisi? Di quella economica, che porta con sè la contrazione dei consumi? O forse della crisi del consumo? Non è forse il modello-consumo che è entrato in crisi, a prescindere dalla (o non soltanto per la) Crisi? La risultante dell’offerta ipertrofica al consumatore liquido: un bagno gigantesco, un oceano di merci disparate alla deriva. Ingovernabile e in continua espansione, tracimante su tutti i canali commerciali possibili, senza più alcuna classificazione.
    Una carovana di onde, ciascuna delle quali, per ampiezza e velocità, non può che superare e travolgere il consumatore, farlo passare di crisi in crisi, di scelta in scelta, in un percorso stroboscopico e potenzialmente epilettico.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s